"Whenever you feel like criticizing any one, just remember that all the people in this world haven't had the advantages that you've had.”

Lettera a Mario Balotelli

Caro Mario,
Ammetto che tu non sei mai stato uno dei miei giocatori preferiti; sono una di quelle poche ragazze che segue il calcio per passione da anni, sin da quando ero bambina.. E fin da allora ho sempre seguito i calciatori che in campo come nella vita, hanno dimostrato di essere dei campioni e dei grandi uomini.
Ho ancora il ricordo nitido della nostra vittoria quel 9 luglio 2006: avevamo gli azzurri più orgogliosi e forti della storia forse, eppure sarei stata fiera di loro ugualmente, anche se non avessero alzato quella Coppa sotto il cielo di Berlino… Perché erano campioni ogni giorno, e mi hanno insegnato tanto nel corso delle loro carriere.
Quest’anno non avevo grandi aspettative per questo mondiale, ma continuavo a tenere alta la mia passione e il mio orgoglio azzurro: ho confidato anche su di te, sebbene tu non sia mai rientrato nelle mie preferenze perché nel campo, come nella vita, hai spesso preferito l’egocentrismo all’altruismo, il gioco individuale a quello di gruppo… Ma avevo fiducia anche in te, come in ogni altro. Quel che è successo, dal fallimento al ritorno a casa… É stato totalmente imprevisto: mai avrei pensato che una tempesta tale si abbattesse sulla squadra e sul nostro calcio. La tua reazione a questo fallimento ha lasciato di stucco anche me, io che non ho mai avuto pretese e mai ho seguito te come esempio… Per quanto potessi non andarmi a genio, non avrei pensato che potessi essere capace di pronunciare parole così forti e prive di senso.
Hai buttato le mani avanti, gettando tutto sulla storia del razzismo, sul colore della tua pelle: sai che c’é? Tu prima di me sai bene che le critiche che ti sono state rivolte non sono state dettate dal razzismo dei tifosi, ma da un obiettivo giudizio sul tuo gioco e sul tuo comportamento dentro e fuori dal campo. Perché caro Mario, che tu abbia la pelle nera non conta: quel che conta è ció che tu hai dentro, e dentro hai un ego troppo forte per poterti giudicare come campione umile…
Hai ventitré anni e una vita da miliardario: giochi a fare il ragazzino viziato, fai parlare di te perché abbandoni tua figlia e ti accerti che sia tua, con un test del dna ridicolo; giri con diamanti sproporzionati alle orecchie per far notare che tu certe cose puoi permettertele.
Poi parli come fossi stata vittima di una tragedia: parli di razzismo e ti senti tirato in causa, tu che sei stato accolto in questo Paese e hai avuto tutto dall’Italia… Io ho due anni in meno di te, e per avere un profumo o un vestito a più di cinquanta euro ho iniziato a lavorare a quindici anni, per capire cosa volesse dire fare sacrifici… Tu lo sai Mario? Sai cosa significa alzarsi all’alba e andare al lavoro per mille euro scarsi al mese? Per dare una vita dignitosa ai figli? No. Tu sai lamentarti e puntare il dito facendo leva sul colore della tua pelle; questo semplicemente perché non hai saputo prenderti le tue responsabilità, quando bastava solo ammettere di aver giocato di merda e aver mandato a troie un mondiale…
Ora fai il freddo con i tuoi compagni di squadra, ti reputi offeso e addirittura rifiuti di essere italiano: molto bene.. Perché non riconsegni i tuoi documenti e voli in Africa, anche solo per vedere quali sono le vere tragedie, la vera disperazione di persone che non sanno come arrivare al giorno dopo? Perché sei un ragazzo viziato e immaturo Mario… Non basta sapere dare due calci ad un pallone in campo; bisogna essere campioni anche nella vita.. E tu hai molto da imparare, e dovresti osservare i compagni di squadra che tanto stai snobbando: sono loro che possono darti una lezione di vita vera.. Come gli operai italiani che tornano da dieci ore di lavoro e si trovano a dover sentire le lamentele di un bambino diventato per caso calciatore, che non si rende conto della fortuna avuta, e preferisce passare il tempo e a gettare merda sugli altri, piuttosto che ammettere i propri errori.
Perció Mario, prima di usare paroloni quali razzismo, abbandono e quant’altro.. Prova a guardare dentro di te e vedere cosa c’è di salvabile..
La Nazionale e l’Italia non perde niente, solo un bambino che gioca a fare l’uomo di mondo .

Diteglielo.

Diteglielo; ditegli che qua ci sono io, che scrivo certe cose, che penso di lui il meglio del meglio.
Ditegli che se sono ricascata in quella contrazione del cuore incontrollata é per colpa sua; io neanche ci volevo ricadere dentro.
Descrivetegli i miei occhi, ditegli quanto si illuminano quando leggono il suo nome nel display del cellulare.
Provate anche a rivelargli che ogni giorno spero di poter uscire con lui, anche solo per dieci minuti, per poterlo guardare negli occhi e sorridere sinceramente.
Ditegli che non ho scelto io lui, ma il cuore lo ha fatto.

My reaction to the 3x13 OUAT’s Episode  “Witch Hunt” .

Doctor Whale and Ruby are here again: 

"Hook found me." : 

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